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Public Sector · 2026-03-09

Perché le piattaforme pubbliche falliscono — e il percorso che funziona

La maggior parte delle piattaforme pubbliche parte dall'infrastruttura dati e cerca poi un servizio da costruirci sopra. L'evidenza dei progetti riusciti suggerisce la sequenza opposta.

Esiste un pattern riconoscibile nei programmi digitali pubblici che non decollano: si parte dall'infrastruttura dati, si investe per mesi, e solo alla fine si cerca il servizio da costruirci sopra. La nostra esperienza sul campo indica che funziona il percorso opposto: prima un percorso d'uso chiaro, poi la piattaforma, infine il dato come conseguenza dell'uso.

Con Baby Hackathon Education il punto di partenza è stata una domanda concreta delle scuole — come formo i miei docenti e come lo rendiconto. Attorno a quel percorso è stata costruita la piattaforma, oggi attiva in oltre 300 istituti. Il servizio ha generato l'adozione; l'adozione ha generato i dati.

Nel settore pubblico la rendicontazione merita un'attenzione che il settore privato raramente richiede: è il momento in cui un progetto dimostra di esistere. Se i dati per rendicontare si raccolgono a posteriori, il progetto è già fragile. Va progettata come parte del flusso di erogazione, non come un'esercitazione di fine anno.

C'è una conseguenza che i decisori tendono a sottovalutare: quando i dati nascono dall'uso reale sono puliti, completi e utilizzabili per la programmazione degli anni successivi. Quando nascono per la rendicontazione, sono entrambe le cose al contrario.

Infine l'accessibilità. In un servizio pubblico non è una casella di conformità: è la differenza tra una piattaforma usata da tutti e una usata solo da chi ha già competenze digitali. L'implicazione operativa è semplice — si progetta insieme al resto, dal primo giorno, o non si recupera più.